Lettiera di fibra di cocco? Mai più senza!

Continuiamo ad esplorare il mondo vario e in dinamica evoluzione dei lettieristi. Allevatori cioè che sono tornati in tutto o in parte alla lettiera permanente.

Una categoria in veloce aumento numerico e che sta accumulando un bagaglio di esperienze pratiche notevole, non di rado sperimentando soluzioni e materiali differenti e direi anche con un certo vantaggio empirico sulla ricerca.

Come e dove inserire la lettiera, come lavorarla, quale ventilazione adottare e, soprattutto, quale materiale utilizzare: le esperienze si moltiplicano.

Una prima osservazione.

A partire dal concetto di compost barn, ossia di lettiera lavorata a cadenza quotidiana (o anche due volte il giorno) per arieggiare e orientare positivamente il compostaggio del substrato, noto un crescere di situazioni dove c’è una ricerca di materiale di lettiera che consenta una riduzione del lavoro.

Ossia: meno compost, più barn, per dirla con una battuta. Non dimentichiamo che per un compost barn fatto come si deve la fase di movimentazione e arieggiamento è cruciale, tanto quanto il corretto carico animale e la ventilazione. Quindi un impegno non da poco per continuità, tempo di lavoro e organizzazione.

Nel novero di coloro che vi ho presentato nelle pagine passate, aggiungo ora quest’altra azienda dove da alcuni anni ormai, dopo varie esperienze e materiali differenti, si è approdati alla lettiera di fibra di cocco. E che qui non si cambierebbe per alcun motivo.

Certo – mi dicono – il costo è importante, circa il doppio della paglia. Ma assorbe in maniera eccellente, non fa ristagni, non si schiaccia, è refrattaria alle fermentazioni, si mantiene soffice, le vacche sono pulite. Ricorda la sabbia, dicono.

Qui la utilizzano per la lettiera delle manze dal sesto mese in poi e per le vacche in asciutta.

La movimentazione avviene saltuariamente: ogni 20 giorni/1 mese nella stalla delle mazze dove ci sono i destratificatori. Un po’ più di frequente nella stalla di asciutta, dove non ci sono i destratificatori.

 

E la durata? dopo l’inserimento della massa nuova qui si va avanti anche un anno, nella situazione migliore. senza destratificatori, con un po’ di densità animale, meno, ma sempre tempi lunghi.

 

Quanto alla gestione della lettiera una volta che è stata rimossa, non viene segnalato alcun problema sui terreni: qui il cumulo di letame contenente lettiera di cocco e paglia dalle cuccette delle vacche in lattazione viene distribuito sui prati e non resta traccia. È ben accetta anche dai digestori di biogas.

Qui, dopo varie prove e tentativi, la lettiera perfetta è considerata questa.

 

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