Autocattura alla mangiatoia? Qui non c’è

La mandria in lattazione è suddivisa in cinque gruppi: c’è il box del post parto, quello delle primipare, delle secondipare e delle pluripare. In fine quello delle vacche verso la fine della lattazione.

 

E già qui ci si potrebbe fermare, perché una suddivisione in gruppi così meticolosa non è facile da trovare (e, in verità, neanche da realizzare pur volendolo in molte realtà).

 

In particolare quei due gruppi, rispettivamente, di primipare ma anche di secondipare, sono una piccola rarità, ma estremamente consigliabile laddove ci siano le condizioni per realizzarlo.

 

Però il dettaglio finale è la mancanza dell’autocattura in ogni gruppo, tranne quello del post-parto (quello che vedete nelle foto a sinistra).

 

Una scelta di benessere animale, spiegano qui.

 

L’autocattura c’è solo nel gruppo di postparto perché qui si fa la maggior parte delle operazioni sulle bovine e ha senso quindi intrappolarle tutte, spiega l’allevatore. Per gli altri box no.

 

Grazie al riconoscimento individuale di ogni bovina mediante chip impiantato nel padiglione auricolare, per ogni operazione che si rende necessaria sul singolo capo entra infatti in azione il cancello separatore alla mungitura che indirizza il capo coinvolto in un piccolo box di osservazione.

 

Nessun disturbo alle altre bovine del gruppo, quindi, nessuno stress da cattura (capita infatti, in molte realtà, che per fare qualche operazione su alcune vacche si intrappolino tutte, con stress conseguente), nessuna rottura della routine, massima tranquillità nel gruppo.

 

La mancanza dell’autocattura però – spiega un noto buiatra – è cosa interessante solo in determinate condizioni. Certo, facilita l’accesso alla mangiatoia e con questo sistema è possibile gestire anche un minimo sovraffollamento. Tuttavia è fondamentale che si abbia (come qui, del resto) una accurata separazione dei gruppi.

 

In caso di gruppi misti, infatti, con primipare
e pluripare insieme, le primipare (che solitamente sono animali più leggeri e di taglia inferiore) subiscono la prepotenza delle pluripare.

 

A causa di questo accedono al cibo con ritardo e passano molto più tempo in piedi nell’attesa, quando non vengono addirittura allontanate dalla mangiatoia ad opera delle vacche dominanti. Con quali conseguenze su qualità e quantità nella nutrizione delle primipare, il loro sviluppo, le loro prestazioni produttive e riproduttive è facile immaginare.

 

Dunque, tornando all’autocattura.

 

È una soluzione di benessere, peraltro anche più “spendibile” e raccontabile a chi non sa niente di stalla per sostenere l’immagine della stalla.

 

Ma è la ciliegina sulla torta in una situazione già ottima, come qui, con tanti gruppi e possibilità di gestire il singolo capo mediante cancello separatore e box specifico.

 

Se non c’è la torta, però, meglio lasciar perdere la ciliegina.

 

no autocattura