Parto separato per primipare e pluripare

 

In questa stalla friulana che ho visto di recente ci sono tante cose interessanti, a partire dalle produzioni: circa 500 vacche in lattazione e una media giornaliera di 44 kg basta per inquadrare la stalla, sia pure in maniera sommaria.

 

Tra ciò che si fa in maniera curata e precisa c’è sicuramente il lavoro per abbassare il valore delle cellule somatiche.

 

A questo riguardo è stata fatta la scelta di separare le manze gravide dalle pluripare durante l’asciutta e, soprattutto, durante il parto.

 

Questo perché si vedeva nelle manze un innalzamento di cellule dopo il parto ed è stato individuato proprio nel contatto con le pluripare una possibilità di contagio.

 

Così si è organizzato per tenere le bovine più separate possibile.

 

Per una questione di spazio c’è una fase in comune, di circa un mese, corrispondente alla prima parte dell’asciutta delle pluripare.

 

Poi, a poco meno di un mese dal parto c’è la separazione, con le manze gravide che completano la gravidanza e partoriscono in un nuovo box tuto per loro, mentre le pluripare concludono la gravidanza nel solito box di fine asciutta e vanno a partorire nel consueto box parto, quello che prima era per tutte.

 

Sicuramente c’è un aggravio di lavoro, per lo spostamento degli animali aggiuntivo conseguente alla separazione. Ma la cosa ha avuto un effetto decisamente positivo sulle cellule ed è diventata routine aziendale.

 

La separazione continua poi nella fase di lattazione, con il gruppo primipare separato da quello delle pluripare.

 

Certo non è solo questione di separare i recinti per il parto, ma qui dicono che è stata una misura che ha aiutato molto.

 

Avendo di fronte a breve la fine del trattamento antibiotico a tappeto all’asciutta, ogni tassello che aiuta a ridurre il problema è il benvenuto.

 

IMG_9613