Qualcuno vorrebbe vietare la Fecondazione Artificiale (e non solo quella) in allevamento

Immaginate se qualcuno volesse rendere fuorilegge tutto ciò che comporti “intrusioni intime” ritenute violente e irrispettose dell’animale.

Come si possa praticare la FA, ma anche un ET, una diagnosi di gravidanza e molto altro ancora di ciò che è la routine acclarata in allevamento lascio a voi immaginare.

Ovvio, sarebbe impossibile. E sarebbe azzerare fino alle fondamenta un modo di allevare, di selezionare, di fare zootecnica.

Già che ci siamo, aggiungiamo un altro passaggio interessante, ossia che la soppressione dell’animale, anche quello allevato per scopi zootecnici, possa avvenire solo se esso ha vissuto almeno un quarto della sua vita potenziale.

Supponiamo trattarsi di un bovino: l’ipotesi di vita è di vent’anni: quindi fino a cinque anni dovete tenerlo e mantenerlo, che produca o no.

Niente di che preoccuparsi, sono elucubrazioni prive di senso, direte voi.

Se però foste allevatori del Colorado (Usa) la pensereste diversamente e questi pensieri vi farebbero compagnia da un po’, con tutte le loro inquietanti implicazioni.

Questo perché è prevista una consultazione popolare per il 2022, per “proteggere gli animali da sofferenze e sfruttamento” , che chiede un drastico cambio di rotta nel campo della tutela dei diritti degli animali. I proponenti l’iniziativa si rifanno a questo sito internet.

I cittadini del Colorado saranno così chiamati a dare il loro parere sulla possibilità che siano vietati, perché considerati “atti sessuali con animali” interventi intrusivi, anche se lievi, “con strumenti o parti del corpo inseriti attraverso ano o genitali”, ma anche “castrazione e sterilizzazione” e, per non farsi mancare nulla, si chiede che la soppressione degli animali possa avvenire solo dopo che l’animale abbia vissuto almeno un quarto della sua vita potenziale: che è di 20 anni per il bovino, 15 per il suino, 8 per il pollo, 10 per il tacchino, 6 per il coniglio e via così.

Perché il Colorado? Perché in questo stato, se il quesito fosse approvato, diventerebbe immediatamente legge, creando un precedente formidabile per spostare la battaglia animalista in altri stati dove la conversione in legge richiederebbe altri passaggi.

Ovviamente c’è una grande preoccupazione nel settore agricolo e zootecnico, in uno Stato dove l’allevamento per Pil, storia e cultura è una attività fondamentale.

È chiaro a tutti che, dovesse vincere la linea animalista, il settore tornerebbe all’anno zero. E potrebbe essere l’inizio di una valanga.

Sembra uno scenario folle, ma è realtà. Oggi in Colorado, domani chissà.

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