Cosa fare con tutto quel latte in arrivo?

Rubo un paio di slide tra le tante proposte nel corso del Dairy Summit di ieri a Verona, momento di grande interesse per la filiera del latte per i tanti spunti che ha fornito.

Peraltro in coincidenza con l’accordo di filiera raggiunto a Roma, quello per capirci del +4 centesimi e dell’istituzione del tavolo tecnico.

Come giustamente sottolineato dai più, a parte la questione contingente del premio emergenza per le stalle – puro ossigeno in una fase di alti costi come questa – il punto di maggiore rilevanza strategica dell’accordo è proprio il tavolo tecnico per affrontare i problemi strutturali della filiera.

Ora, chi ha un po’ mi memoria storica sa che di tavoli ne sono stati istituiti talmente tanti da imporre prudenza.

Tuttavia è abbastanza chiaro che la situazione è tale da imporre a tutta la filiera di trovare una via di uscita che non sia, come sempre è stato in passato, percorrere strade che scarichino semplicemente sull’anello più debole gli oneri maggiori.

Detto ciò, il punto su cui volevo focalizzare l’attenzione è quello legato alla previsione di produzione: ci sarà sempre più latte italiano nei prossimi anni. Alla luce delle previsioni più attendibili si potrebbe arrivare nel 2025 a 14.5 milioni di tonnellate (clicca qui e scarica l’analisi Ismea)

Un mare di latte che, se non si ragiona presto e bene su come usarlo, come aumentare gli sbocchi commerciali, quali strade percorrere, potrebbe annegare letteralmente il mondo della produzione.

La crisi attuale è una crisi di costi di produzione andati alle stelle, non di prezzo. Ma che il prezzo possa tenere in prospettiva, con queste previsioni di produzione, è arduo immaginarlo.

https://www.dairysummit.it/wp-content/uploads/2021/11/ismea-scenari-di-produzione-del-latte-bovino-in-italia.pdf

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1 Commento

  • Secondo me quella di ismea e’ una previsione in difetto visto l’uso indiscriminato di seme sessato che si facendo nelle stalle. Ci son talmente tante vitelle in giro che se provi a venderne anche solo una ti ridono in faccia. L’unica cosa che ci può salvare sarà l’applicazione certa e reale della direttiva nitrati, l’arrivo di quella dei fosfati e l’obbligo di ridurre le emissioni di metano in atmosfera!

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