E’ tempo di costruttori di nuovi format divulgativi

Chi ritiene che passerà l’emergenza Covid ha sicuramente ragione. Chi pensa che tutto tornerà come prima ha sicuramente torto. Almeno, questo è il mio parere. E mi riferisco, ovviamente, non ai massimi sistemi, ma al nostri piccolo mondo professionale e, all’interno di esso, ai format divulgativi.

Quelli, per intenderci, che fino a pochi mesi fa erano basati sul convegno in presenza, pranzo o cena, convivialità. Il tutto non di rado mescolato al punto che non si capiva se quel che più contava fosse la prima parte o la seconda.

Per carità, siamo uomini di mondo, sociali e conviviali, ma questo format, che ha resistito per decenni e che nessuno pensava potesse venire meno è, inopinatamente, tramontato. Pensiamo per un attimo, a titolo di provocazione, quale sostenibilità ambientale possa avere un convegno tradizionale sulla sostenibilità: magari un centinaio di persone del pubblico che si muovo in auto verso il centro convegni con relative emissioni di CO2; l’arrivo dei relatori, magari alcuni da oltre oceano (altra camionata di CO2); e poi il pranzo e tutto il resto. Decisamente poco sostenibile, oltre che molto costoso.

Comunque, in poco tempo tutto ciò è diventato preistoria. Perché il contenuto può arrivare agli uditori anche in altri modi, si è visto.

Questi mesi sono stati un cammino in cui tutti hanno provato ad inventarsi qualche cosa, per sopperire a questo vuoto senza che ci fosse pronto un piano (divulgativo) B.

Ebbene, dall’inondazione di proposte, dirette, video, che ha ingrossato i canali del web in maniera prima lenta, poi tumultuosa, e ora quasi torrenziale e bulimica, si passerà a una fase dove inevitabilmente troveranno spazio momenti di sintesi, più elaborati, capaci di essere una vera proposta strategica di modello divulgativo e non una esplosione di iniziative più o meno amatoriali, che pure sono state un grande punto di svolta della fase più impegnativa della crisi.

A mio modo di vedere lo Strategic Dairy Meeting che ha chiuso i battenti da poco si può inquadrare in questo nuovo modello che ha gambe per correre anche in futuro.

Vi dico quello che mi è piaciuto, e che non ho trovato in altre iniziative più o meno con le stesse ambizioni. Ovviamente non parlo dei contenuti e del valore dei relatori, che pure sono stati di altissimo livello, ma della “scatola”, del format.

1- la collocazione su più giorni, con la possibilità quindi di fare un reale viaggio di approfondimento;

2- l’abbinamento tra video dei relatori preparati in anticipo, e quindi prodotti, curati, doppiati, in maniera eccellente, con lo spazio della discussione in diretta, subito dopo. E tutto ciò ha minimizzato la solite situazioni del “mi senti?”, “mi vedi?”, “adesso ti vediamo”;

3- ancora sulle presentazioni: ottima l’impostazione, con le slide o i filmati a scorrere e la finestra con il relatore accanto, il tutto ingabbiato in una grafica uguale per tutti, molto elegante;

4- la possibilità di avere poi, a richiesta, i video delle specifiche presentazioni;

5- l’atmosfera di grande professionalità, zero improvvisazione, che si è colta in tutte le giornate, con una successione degli aventi praticamente perfetta.

Per riallacciarmi all’apertura, non so come sarà la nuova normalità della divulgazione, ma credo proprio che quello che si è visto in questi giorni possa essere un bel punto di partenza.

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1 Commento

  • LUCA, A ME PIACCIONO ANCHE GLI ERRORI DEI RELATORI, DEI PARTECIPANTI…..POI L’INCONTRO.IN PRESENZA È BELLO, DAI VEDIAMOCI PRESTO.

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