Cosa ho visto a Cremona

Sono impressioni a caldo, dunque prendetele per quello che sono: confrontatele con altre, tenete quel che vi convince e gettate il resto. Mi riferisco alla Fiera di Cremona, per usare il termine famigliare a tutti coloro che a vario titolo hanno a che fare con la zootecnia da latte.

Ebbene, inutile giraci intorno: questa edizione è stata sicuramente quella più complicata e difficile e i segni del processo di coriandolizzazione delle manifestazioni fieristiche a tema zootecnico si sono visti, inevitabilmente.

Eppure, proprio l’edizione orfana per la prima volta della Mostra Nazionale della Frisona mi ha convinto in primo luogo proprio per la parte zootecnica, con un programma interessante, di alto livello e uno svolgimento di altrettanto valore. Si è vista innovazione, fantasia, show, valore, leggerezza: quasi che lo shock della perdita della Nazionale abbia fatto scaturire nuova creatività rispetto a liturgie un po’ rafferme.

Credo sia doverosa una menzione, a tal proposito, all’amico Claudio Mariani e alla banda dei CDF, non estranei a questo nuovo smalto.

Ho visto crescere e prendere sostanza e contenuti la formula del convegno breve, del talk show tecnico, con tanti temi sviluppati da ogni angolatura in maniera agile e fruibile dentro al padiglione.

Che la vecchia liturgia del convegno classico nella sala convegni sia un po’ datata è ormai abbastanza evidente. Specialmente in un contesto fieristico fatto di movimento, di incontri, di sovrapposizioni di impegni. Anche qui una citazione va a Ruminantia e all’amico Alessandro Fantini, perché a questa formula da “Street food della divulgazione” in fiera ha creduto e investito.

Ho visto anche tanta gente, voglia di incontrarsi, di cercare spunti, novità, idee. Come se Cremona resti, al di là di contrapposizioni e rivalità che hanno il loro bel peso nella coriandolizzazione degli eventi di cui sopra, dicevo, come se Cremona e questa Fiera siano, prima ancora di un evento, un’idea, uno spazio fisico e metafisico, un punto di ritrovo e di sosta necessario per chi vive di zootecnia da latte.

Trovarsi a Cremona, insomma, non è come trovarsi in qualunque altro posto. Per la storia che ha avuto, per le emozioni che ha dato, per i ricordi di ognuno, Cremona è più di una Fiera, è un pezzo di vita. Una linea di credito che il popolo della zootecnia da latte continua a mantenere aperta con questa città e questa manifestazione. Almeno fino ad oggi.

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2 Commenti

  • CONDIVIDO, BRAVISSIMI

  • Ci sono stato oggi con mio figlio…. Più per curiosità che interesse…. Ero curioso di vedere se c’è vita oltre la Coldiretti e la sua brama di poltrone, la loro volontà di annientare chiunque non sia allineato. Si, si può vivere anche senza la Coldiretti…. La fiera di cremona lo ha dimostrato in questi 3 giorni.

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