La stazione di servizio è in mezzo alle vacche

Macchine in coda, ma c’è un motivo. Il prezzo è di molto più basso rispetto a qualunque altro distributore: a fronte di un prezzo medio oltre i 2 euro/mc, qui l’automobilista se la cava con 1,19 euro/mc.

Ma l’unicità di questa stazione di servizio nel piacentino non è solo il prezzo. È la prima stazione di rifornimento di biometano prodotto interamente in un’azienda zootecnica.

E questa è una vera azienda zootecnica a 360 gradi: 230 vacche in mungitura robotizzata, caseificazione e vendita in proprio del latte, ospitalità in agriturismo, un primo impianto di biogas per la produzione di energia elettrica in autoconsumo e un secondo impianto per la produzione di metano da autotrazione con due erogatori in modalità self. E, ovviamente, tutti i mezzi agricoli aziendali convertito pe l’alimentazione a metano.

L’apertura poco meno di un mese fa e ora, con il dato sul prezzo che corre di App in App, oltre che con il passa parola, ci sono macchine a tutte le ore del giorno e pure della notte, pazientemente in attesa del proprio turno.

Davvero un successo, al di là delle più rosee aspettative, spiegano qui. Certo, la situazione contingente ha aiutato: con il prezzo del gas andato alle stelle per gli eventi bellici in corso, un prezzo come questo è un richiamo formidabile per gli automobilisti.

La richiesta è talmente elevata che il serbatoio di stoccaggio collegato ai due erogatori, costituito da una serie di bombole in alta e media pressione, è per molte ore al minimo, non riuscendo a ricaricarsi con il gas che arriva in continuo dalla stazione di uprading.

Questo ha come conseguenza un rallentamento nelle operazioni di erogazione, perché gli erogatori ricevono il biometano praticamente dalla linea di produzione, con una minore pressione, e quindi con tempi di carico dei serbatoi delle auto che si allungano.

Certo, prima di partire le preoccupazioni erano opposte, legate alla risposta degli automobilisti su cui non vi erano certezze. Mai si sarebbe immaginato che le cose sarebbero andate, addirittura, “troppo” bene, da costringere a questi rallentamenti nel rifornimento.

Dunque è possibile. È possibile essere produttori e venditori di biometano con un distributore aziendale. E senza snaturare il proprio essere azienda agro-zootecnica, ma semplicemente spostando un po’ più in là la circonferenza che delimita una realtà ad economia realmente circolare come questa.

Certo, serve qualche condizione di partenza: crederci, perché il percorso è lungo e irto di ostacoli, tecnologici e burocratici; avere buoni consulenti a supporto; essere posizionati in prossimità di una strada con un buon movimento veicolare.  E per chi volesse sapere tutto rimando al numero in uscita di Professione Allevatore (clicca qui).

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