Micotossine? Per il consumatore non sono un problema

 

Le micotossine sono uno dei principali problemi per l’alimentazione umana.

Un rischio reale, complicato da svariati elementi. Sono tantissime e spesso agiscono in associazione tra loro e le conoscenze ancora incomplete. Inoltre i grandi flussi commerciali e i tempi di stoccaggio in navi e magazzini non fanno che aumentare la magnitudo del problema.

Insomma, il rischio non è un’ipotesi accademica, al punto che c’è unanimità tra gli esperti di alimentazione umana nel classificare le tossine di derivazione fungina come rischio grave per la salute.

È interessante notare, invece (come emerge da una ricerca dell’National Research Council) che tra i consumatori i rischi da micotossine vengano percepiti all’ultimo posto, dopo quelli da residui di fitofarmaci, degli Ogm, degli additivi presenti negli alimenti e degli errori nella dieta.

E, forse proprio per questo deficit di consapevolezza del consumatore (ma così contribuendo a mantenerlo) la copertura mediatica sulle micotossine è senza dubbio di gran lunga inferiore a quella legata alle “nefandezze” di agricoltura e allevamento in termini di distruzione di risorse, sprechi e via dissipando.

Forse perché il tema micotossine porta alla luce un dato che è diventato politicamente assai poco corretto: la natura non è buona a prescindere. La Madre Terra può talvolta rivelarsi matrigna e riservare brutte sorprese. Come le micotossine: un perfetto esempio di produzione biologica.

Senza equilibrio, senza affrontare la realtà per quella che è (e non per schemi ideologici) si rischia di andare a sbattere.

Anche nell’alimentazione.

 

senza-titolo-5

Condividi questo articolo

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *