Ventilare la stalla anche in inverno?

 

Il giramento di pale è, a volte più, a volte meno, cosa comune a tutti i livelli dell’umano consorzio. Figuriamoci nelle aziende zootecniche, e ognuno avrebbe la sua esperienza da raccontare.

 

Girano, girano a volte di più, a volte di meno, ma girano quasi sempre. Anzi, in qualche realtà proprio sempre.

 

Tuttavia – ovviamente si parla di ventilazione nella stalla e di estrattori in attività  – ci sono alcuni mesi in cui sembra che il problema della ventilazione e, quindi, la dinamica rotatoria delle pale, non sia una priorità, dato che il caldo non c’è.

 

Così i ventilatori restano spenti e le pale non girano più.

 

Tutto questo è un errore e porta con sé conseguenze.

 

Questo perché ventilatori ed estrattori non sono solo strumenti per rinfrescare le bovine e, quindi, necessari con il caldo.

 

Sono anche strumenti per rimescolare l’aria nella stalla, allontanando dallo “strato” più basso, dove vivono gli animali, i gas dannosi che altrimenti sarebbero cibo quotidiano dell’apparato respiratorio degli animali.

 

Gas che si originano, inevitabilmente, dalla presenza di deiezioni, lettiere e animali.

 

L’aria in una stalla – come in qualunque ambiente senza ventilazione – non va vista come qualche cosa di unico e di identico, bensì come una grande torta a strati, ognuno con le sue caratteristiche di presenza gassosa, umidità, temperatura.

 

E, quel che soprattutto conta, lo strato di torta dove vivono gli animali è in genere quello più scadente quanto a qualità dei gas presenti.

 

Da qui la necessità che le pale girino sempre, ovviamente con velocità differenti, anche quando non ci sono problemi di caldo, per rimescolare e migliorare l’aria alla base.

 

E la prova di quanto questo sia utile e gradito alle bovine  l’ha raccontata un allevatore che si è prestato, con la sua stalla, a una ricerca universitaria per valutare le concentrazioni di gas nella zona delle cuccette, senza ventilatori funzionanti e, successivamente, con ventilatori accesi.

 

La prova è stata svolta a inizio primavera.

 

Il dato ricavato l’ha convinto a far funzionare i ventilatori in tutte le stagioni. E che fosse la scelta giusta l’hanno detto anche le vacche alla mungitura: a parità di tutto il resto – dice – il premio dato dalle bovine per il ricambio d’aria è stato mediamente di un litro in più capo/giorno.

 

Non è solo una questione di aria più pulita respirata, ma anche di microambiente più gradevole e quindi tempo maggiore passato in cuccetta a ruminare.

 

Con una postilla: è anche la stessa aria che respira chi in stalla ci lavora.

 

E questa è l’esperienza di un allevatore la cui stalla è molto aperta e ariosa. Facile immaginare come le cose possono migliorare laddove gli ambienti sono più angusti.

 

 

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