Quelli che a valorizzare i giovani ci pensano per tempo

I giovani sono il futuro di ogni realtà, compreso ovviamente quelle zootecniche. Banale dirlo, tanto è ovvio.

Ma la questione diventa meno banale e meno ovvia quando l’asse del ragionamento punta al passaggio successivo: come attrarre i giovani? Tra le tante sfumature che il discorso potrebbe prendere, e a conferma che i problemi complessi trovano più facilmente soluzioni interessanti con approcci multi-aziendali, vorrei segnalare due esperienze.

Esperienze legate ai giovani, alla costruzione di un loro possibile percorso di crescita e di espressione e, non ultimo, della possibilità che da queste esperienze si abbiano ricadute positive per tutti.

Ma andiamo con ordine.

Parliamo innanzitutto di due realtà cooperative entrambe mantovane, non tanto distanti, ma divise dal Po, e quindi una legata al Parmigiano Reggiano e l’altra al Grana Padano, anche se il tipo di produzione è assolutamente irrilevante in questo discorso.

Sono la Cooperativa San Lorenzo e la Latteria Sociale San Pietro.

Ebbene, la prima ha creato – e entrerà a brevissimo nella fase pienamente operativa – un Comitato Giovani. Raduna soci giovani, appunto, e l’obiettivo è quello di farne un think tank, per dirla difficile, ossia un luogo di ragionamenti, di confronto, di scambio di idee e di opinioni sulle questioni inerenti la vita e le attività della Cooperativa.

Il vantaggio?

Dare spazio, libertà, autonomia a giovani soci che potrebbero altrimenti restare nell’ombra dei soci senior. Col rischio di avere potenzialità inespresse e perdita di punti di vista “giovani” su situazioni, problematiche e possibili soluzioni.

Non solo, il Comitato Giovani creando un’abitudine all’incontro e al confronto crea l’humus ottimale per forgiare nuovi amministratori per quando sarà necessario, assicurando quel ricambio generazionale che non è cosa facile non solo a livello aziendale, ma anche per le realtà cooperative.

Qualcosa di analogo è stato creato – e funziona già da tempo – per la Latteria Sociale San Pietro. Qui il nome è un piccolo capolavoro: SPY. Che non ha niente a che fare con un romanzo di Le Carré, ma sta semplicemente per San Pietro Young.

Anche qui l’intento è radunare i giovani della cooperativa, dare loro spazio, autonomia e possibilità di generare idee, che possono successivamente diventare vere e proprie iniziative della Latteria. E gettare le basi per costruirsi i nuovi amministratori.

Esempi concreti di percorsi intelligenti.

Immagine Pixabay.

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