Si può insegnare ai vitelli a fare pipì in bagno

Sì, si può insegnare ai vitelli a fare pipì in bagno. E no, non è uno scherzo. Anzi, la faccenda è molto seria come serio, serissimo è il problema dell’ammoniaca in allevamento, delle emissioni in atmosfera e di tutto quello che si sta mettendo allo studio per ridurne l’impatto.

Un dato è chiaro: il problema è costituito soprattutto dalle urine. Separata dalle urine, infatti, la parte solida delle deiezioni rappresenta un problema più facilmente gestibile.

Però separare le urine dalle feci negli allevamenti zootecnici è cosa certo non facile. Anzi, ad ora, è una faccenda praticamente irrisolta.

Certo, qualche tentativo parziale si prova, ma è robetta rispetto al problema, al punto che, laddove la questione ammoniaca è presa molto sul serio, vedi Paesi Bassi (ma attenzione, quel che si fa a queste latitudini europee segna poi uno standard per tutti in seguito) il tema della riduzione del carico animale è sempre all’ordine del giorno.

Insomma, la pipì dei bovini è il punto focale, perché in una stalla gli animali la fanno un po’ dove capita. Da qui l’idea: e se si facesse urinare i bovini in punti definiti, dei veri e propri “bagni”, così di poterla raccogliere e impedire che ristagni e si mescoli con le feci?

E qui arriviamo al punto. Come fare imparare questa pratica di bon ton agli animali? E, poi, è possibile una cosa del genere?

Una ricerca recentissima dà una risposta positiva ad entrambe le domande.

Detta per sommi capi, perché alla fine vi darò tutti i link per approfondire, la cosa è andata così.

Scopo della ricerca era verificare se si potesse “insegnare” ai vitelli a urinare in uno spazio definito e solo lì, trattenendo lo stimolo fino ad essere arrivati in questa sorta di bagno.

Il tutto ricorrendo ai principi della psicologia comportamentale, la quale postula che se un dato comportamento riceve una ricompensa verrà ripetuto nel tempo diventando abitudinario, che è poi quanto si fa ad esempio per l’addestramento dei cani.

La ricerca ha riguardato 16 vitelli. Una prima fase prevedeva che il vitello stesse chiuso in un nel box-bagno. Arrivava il momento di urinare. L’urina era raccolta sotto il pavimento e il vitello riceveva una piccola quantità di mangime da uno sportellino laterale, che si apriva. E così per un po’ di tempo, per associare nel vitello l’associazione box-minzione-ricompensa. E fissare il concetto che quel box era il posto ideale per urinare.

La fase successiva ha visto il vitello posizionato fuori dal box-bagno, in un corridoio prospiciente di accesso.

Arrivato lo stimolo della minzione, solita ricompensa per chi faceva il suo bisogno dentro il box. Per quelli invece che urinavano nel corridoio c’era uno spiacevole leggero spruzzo d’acqua.

Ricompensa o punizione, insomma, in base al comportamento.

Ha funzionato?

Dopo 15 giorni di questo allenamento la stragrande maggioranza dei vitelli ha imparato ad andare nel box-bagno per urinare. Non solo: sono bastate da 20 a 25 minzioni per arrivare a padroneggiare il tutto. Più in fretta – sottolineano gli autori dello studio – del tempo e dei tentativi necessari per fare apprendere la questione pipì a un bambino di 3 o 4 anni.

Sempre gli autori sottolineano quindi come i vitelli possano imparare a urinare in un posto specifico e definito, trattenendo lo stimolo, fino ad essere nel posto corretto, se questo corrisponde a una “ricompensa”.

E questo può essere appreso abbastanza velocemente.

I passi successivi?

Gli autori ne indicano due. Individuare automaticamente il momento in cui il vitello è nel box per urinare e dare la ricompensa, il mangime. Nella prova sperimentale la cosa veniva fatta manualmente. C’è poi da capire quanti di questo box-bagno possono essere necessari in una truttura. Entrambe le questioni, a dire la verità, non sembrano di difficoltà insormontabile.

Chiaramente siamo in una fase sperimentale, ma la direzione è chiara: separare le urine dalle feci direttamente “alla produzione” per ridurre la quantità di ammoniaca emessa dal’allevamento.

Cosa che è già stata oggetto di studio e lavoro anche per le bovine adulte, in verità. Nello scorso EuroTier, infatti, è stato presentato da un’azienda un box destinato a raccogliere le urine delle bovine e avviarle a un serbatoio a parte.

Di fatto un autoalimentatore, che però nella parte posteriore aveva una particolare coppetta volta a stimolare il riflesso della minzione nella bovina e a raccoglierne l’urina. Si parlava del 2021 come data per la sua presentazione commerciale.

Insomma, come si può vedere la questione è trattata seriamente, dalla ricerca e anche da qualche azienda impiantistica..

A questo punto qui sotto trovate un po’ di link se volete saperne di più.

Questo (CLICCA QUI) è il link alla ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Current Biology, da cui è tratto anche il filmato.

Questo invece (CLICCA QUI) il link a una testata online, dove la cosa è sintetizzata da uno degli autori e da cui sono state tratte le immagini che avete visto a corredo di questo articolo.

Infine (CLICCA QUI) trovate qui un articolo sul box per stimolo e raccolta urina dalle bovine.

Il box-bagno della sperimentazione.
La ricompensa post minzione.
L’uscita dal box bagno.
Il corridoio di ccesso al box-bagno
Il box con autoalimentatore e tazzetta di stimolo e raccolta delle urine

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