Silomais classico o shredlage?

Nel giro di qualche anno tutto il trinciato di mais sarà fatto nella versione shredlage? O, per essere più prudenti, se non tutto, una buona parte? Mah…

Il fatto è che chi è passato a questa modalità di preparazione dell’insilato di mais riporta giudizi lusinghieri e non è certo orientato a tornare indietro.

E cominciano a essere un bel numero gli allevatori accomunati da un giudizio estremamente positivo di questa versione “aggiornata” di silomais. Anzi, più che positivo il giudizio si può definire entusiastico: più silomais in razione, rumine che lavora meglio, grasso nel latte che sale, meno fieno necessario, molto meno.

Giusto per un breve ripasso della cosa (sulla quale la rete presenta una miriade di documenti e filmati di spiegazione), lo shredlage è un silomais un po’ differente per le sue caratteristiche, non solo fisiche.

Nella trincia si adottano dei rulli particolari controrotanti e uno speciale rompigranella. La lunghezza di taglio è maggiore: 2,5 – 3 centimetri, e la fibra presente è schiacciata, sfilacciata, laminata, molto più attaccabile dai microbi ruminali e somigliante più a fieno che a frammenti di pianta di mais.

Non ci sono pezzi di tutolo o di stocco e la granella è schiacciata e polverizzata e nella massa c’è quindi più amido. Scompaiono quindi le granelle intere nella massa e quelle indigerite rilevate nelle feci.

Grazie alle caratteristiche della fibra e al suo effetto ruminativo è possibile sostituire completamente o quasi il fieno (o la paglia) in razione e si può utilizzare una quantità maggiore di silomais.

I quantitativi utilizzati sono anche funzione dell’umidità alla raccolta: preferendo trinciare a una umidità più bassa, un allevatore tra questi “shredlagisti” mi diceva che ne usa 27 kg al 37-38% di ss, il che vorrebbe dire usare un quantitativo maggiore  con una umidità più alta

Ovviamente in trincea le cose vanno fatte bene (ma questo vale sempre) a maggior ragione se il livello di sostanza secca è più alto, data la maggiore spugnosità della massa e la sua resistenza alla compattazione. Niente di insormontabile, per chi è abituato già fare del buon insilato.

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