Più pluripare nella mandria e meno mastiti: la sanità è anche una questione di selezione

 

Ci sono mandrie selezionate da decenni per fare latte, e sicuramente l’obiettivo si può dire raggiunto. L’imperativo dei prossimi anni sarà però fare tanto latte, ma farlo utilizzando la minore quantità possibile di farmaci.

 

Ciò significa ripensare ogni abitudine consolidata, ogni procedura, ogni protocollo in allevamento in funzione della massima sanità degli animali.

 

Per questo servono e serviranno sempre di più animali resistenti, capaci di produrre senza avere problemi e in grado di durare più lattazioni in stalla.

 

Avere un tasso di riforma più basso e una longevità maggiore, con meno primipare, è anche una necessità economica per avere minori costi e produzione di latte economicamente più efficiente.

 

È anche una necessità legata alla percezione di benessere animale che si ha all’esterno dell’allevamento: non si può dire che c’è in allevamento c’è benessere animale se poi mediamente la maggior parte delle bovine nelle stalle non va oltre la seconda lattazione.

 

Tenere nella mandria un numero maggiore di pluripare e ridurre quello delle primipare porta però a un aumento delle problematiche legate a mastiti cliniche.

 

Una recente ricerca svolta da Zoetis Animal Health (presentata al National Mastitis Council meeting di Savannah nel gennaio 2019, riportata da Dairy Herd) mostra infatti un aumento dell’incidenza delle mastiti cliniche col procedere dei parti.

 

La ricerca ha coinvolto undici mandrie per un totale di 3000 vacche circa.

 

Esaminando le vacche di primo e secondo parto nel primo anno dello studio, il miglior quartile aveva un tasso di mastiti cliniche del 8,5%, contro il 15,9% del peggior quartile.

 

Allorché queste vacche sono state esaminate l’anno successivo, però, il miglior quartile aveva un tasso di incidenza di mastiti cliniche del 13% mentre il peggior quartile del 25,3%.

 

Insomma, l’incidenza di mastiti cliniche era cresciuta.

 

La morale della questione è abbastanza chiara: se l’obiettivo è avere più bovine pluripare in stalla si devono indirizzare maggiormente le scelte di selezione verso soggetti che siano più resistenti alle mastiti.

 

Ciò vuol dire personalizzare l’indice di selezione adottato dando un peso maggiore ai caratteri salute nella scelta dei riproduttori e, sul versante della popolazione femminile, qualora si attui la scelta della genotipizzazione delle femmine, dedicare alla rimonta solo quei soggetti che diano le massime garanzie in proposito.

 

Serviranno meno manze per la rimonta, è vero, ma quelle manze devono essere “progettate” per durare in stalla e cavarsela il più possibile da sole quanto a infezioni.

 

 

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