Arriva il controllo (e la misura) dell’ansimare

 

Ovviamente non si parla di “quel” genere di ansimare, più o meno frequente e più o meno intenso in base a contesto e occasione.

 

Tuttavia sempre di qualcosa molto simile all’ansimare si tratta ed è l’atto respiratorio molto più frequente e intenso che caratterizza uno sforzo di iperventilazione, allorché la temperatura si alza, le contromisure adottate in stalla non sono sufficienti e la bovina fa quello che può per porvi rimedio.

 

La novità è che, tra le particolarità della forma upgraded del “ruminometro”, chiamiamolo così per intenderci, ossia dell’apparecchio nato per misurare tempi e frequenza della ruminazione, c’è anche un misuratore dell’attività ansimatoria della bovine.

 

È un dato di grande interesse (tanto più se incrociato ad altri dati fisiologici) perché direttamente collegato alla possibile insorgenza di stress da caldo della bovina.

 

Permettendo poi una lettura individuale, di gruppo, di mandria, anche in questo caso è possibile avere una lettura puntuale di ogni situazione, verificando tempestivamente dove ci sono problemi e anticipando così la possibilità di porvi rimedio.

 

Ma non è l’unica particolarità.

 

È previsto anche un misuratore del tempo di ingestione e del tempo di abbeverata.

 

Anche qui il bagaglio di dati si arricchisce non di poco, dato che sapere la quantità di tempo che ogni vacca passa a mangiare (e a bere), permette di vedere immediatamente se ci sono soggetti che stanno meno del dovuto alla mangiatoia o all’abbeveratoio, ad esempio per sovraffollamento, strutture penalizzanti e via discorrendo.

 

Sono dati nuovi che, incrociati con i classici dati di ruminazione e attività motoria, permettono di avere un occhio sempre più attento e preciso su ogni singola bovina, anche con mandrie numerose, a vantaggio di allevatore, veterinario e nutrizionista.

 

 

IMG_7252.jpg