Liquame e spandimenti? Che bello non doverci pensare più (e risparmiare un bel po’ di soldi)

 

 

Immaginate come sarebbe bello se, tra le mille cose da fare in stalla, non ci fosse più tutto quello che riguarda la raccolta, lo stoccaggio, la distribuzione in campo dei liquami.
In un certo senso, è come se le vacche allevate, mangiassero, producessero latte ma non deiezioni. In questo modo non ci sarebbero ore di lavoro da dedicarci, vasche nuove da costruire, costi, grattacapi. E, tanto per sognare in grande, immaginate che le colture nei campi crescessero e producessero in abbondanza senza bisogna di spendere per l’acquisto di concimi.

 

Già, sarebbe bello.

 

E, infatti, è davvero una gran bella cosa e ne sono convinti una dozzina di allevatori del vicentino, per i quali la gestione dei liquami è ormai un pensiero totalmente rimosso.

 

Qualche dettaglio, come mi ha raccontato uno di loro.

 

Qualche hanno fa si è costituita una società tra varie municipalizzate che ha realizzato un impianto biogas da un megawatt. Obiettivo generale: razionalizzare raccolta e spandimenti delle deiezioni, per proteggere le falde acquifere di un’area delicata.

 

L’impianto biogas è alimentato solo a deiezioni e nella società partecipano anche i dodici allevamenti, che conferiscono in toto le deiezioni delle loro stalle all’impianto.

 

Ogni giorno la società che gestisce l’impianto provvede a ritirare dalle stalle le deiezioni (liquame e letame) che sono stoccate in prossimità del digestore.

 

Ogni singolo allevatore, a questo punto, non ha più alcun pensiero per le deiezioni della sua stalla: la società del biogas provvede agli spandimenti del digestato in base alle necessità agronomiche dei vari terreni delle aziende associate e delle colture praticate. Provvede essa stessa alla stesura del Pua.

 

È una classica situazione win-win, dove tutti ci guadagnano. La società del biogas ha materiale a costo zero per il digestore e intasca gli incentivi per la vendita di energia elettrica. Le aziende zootecniche non hanno più alcun pensiero per quel che riguarda tutta la questione deiezioni e spandimenti.

 

Non solo: dato che la concimazioni dei terreni avviene mediante digestato, non sono più usati concimi chimici.

 

Il che significa un bel risparmio di soldi, facilmente quantificabile per coloro, come l’allevatore che mi ha descritto questa realtà, faceva in precedenza ricorso a un terzista per tutto ciò che riguardava la gestione liquami. Per la sua stalla di circa 350 vacche più varia rimonta e un po’ di ingrasso erano circa 60mila euro l’anno.

 

Soldi risparmiati – e non pochi – che come dice il proverbio sono i primi guadagnati. Ed è vero. A cui si aggiungono quelli risparmiati per i concimi, per il Pua, e poi le ore in più a disposizione per concentrarsi sulla stalla, la sostenibilità produzione che fa un balzo in avanti.

 

A ben vedere è come se si ricevessero gli incentivi del biogas, senza però dover dedicare tempo, capitale e preoccupazioni all’impianto.

 

Decisamente una declinazione del biogas che dà un grande aiuto alle stalle coinvolte. Purtroppo solo un’eccezione.

 

 

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