Il bullismo delle pluripare sulle primipare nel gruppo unico: ci rimette (anche) la ruminazione

 

Checché ne pensino naturisti e animalisti di vario ordine e grado, secondo cui la condizione naturale è sempre e comunque la più desiderabile per un animale, la dura realtà con grande frequenza mostra il contrario.

 

E non vale solo per la gazzella che ha le zanne del leopardo nel collo, la quale (la gazzella intendo) forse starebbe meglio in un parco safari per turisti in quello specifico frangente piuttosto che libera nella savana con certe compagnie poco simpatiche.

 

Esempi ce ne sono a bizzeffe a dimostrare che certi difetti, certi cattivi caratteri, sono distribuiti con generosità anche tra coloro che, a detta di qualcuno, sono esenti da difetti “umani” quasi a prescindere.

 

Prendiamo il caso del bullismo. È rappresentato, eccome, anche nel regno animale ed è una questione di non poco conto anche in una stalla da latte, nel gruppo di animali presenti all’interno del gruppo.

 

Certi caratteri forti, insieme ad altri remissivi, ripropongono le stesse dinamiche che, in tempi moderni, sono state catalogate come bullismo. Vale per l’accesso alla mangiatoia, agli abbeveratoi, alla normale circolazione nella stalla.

 

E vale per il tempo di occupazione della cuccetta e, conseguentemente, di una più o meno soddisfacente attività di ruminazione, elemento legato a doppio filo con benessere e produttività.

 

Certo, se c’è sovraffollamento, la cosa è inevitabile.

 

Ma può anche non esserci sovraffollamento.

 

Durante un recente incontro su tempi di ruminazione, benessere animale, dinamiche di stalle e cose di questo genere, un dato proposto mi è sembrato particolarmente interessante , a proposito di bullismo animale.

 

Si è visto che nel gruppo misto, le primipare ruminano meno delle pluripare (una sessantina di minuti in meno), rigurgitano lo stesso numero di boli, ma li masticano meno, ruminano meno dopo il raggruppamento. Ancora, si è vista una ruminazione fino al 40% inferiore per vacche primipare quando sono coricate in cuccette preferite da bovine dominanti.

 

Che in tutto ciò sia coinvolto un fattore di stress è evidente. Che il problema del bullismo nel gruppo ci sia è altrettanto evidente ed è una delle ragioni per cui una suddivisione per gruppi di soggetti di taglia omogenea migliora i risultati.

 

Idem per la questione rimescolamenti: ogni cambio di gerarchia è un problema non da poco per i soggetti più timidi, che richiede giorni e giorni per essere risolto, ammesso che le strutture lo consentano in termini di spazi, cuccette, accessi alla mangiatoia.

 

Giorni e settimane che per un numero più o meno importante di bovine rappresentano stress, calo di ingestione, calo di ruminazione, porte spalancate a problemi metabolici e sanitari.

 

1 bella cuccetta con separato