Biogas, per i piccoli un’opportunità che riparte?

 

 

Taglia piccola (o piccolissima), alimentazione di gran lunga prevalentemente con reflui e con colture di secondo raccolto, 80% per i primi e 20% per i secondi. Questo l’identikit del biogas ammesso all’incentivo pubblico con la recente legge finanziaria.

 

Diciamola: se così fosse stato quando tutta la faccenda è partita si potrebbe raccontare tutta un’altra storia. Invece l’avventura del biogas in Italia è partita esattamente all’opposto: tutto incentivato, tutti spinti a mettere in campo le taglie e le potenze più smisurate, mega impianti biogas che spuntavano – di conseguenza – come funghi, soprattutto nelle aree ad elevata densità zootecnica.

 

E, ovviamente, competizione sulla terra tra stalle e biogas, sulle colture, aggravamento dei problemi di smaltimento dei reflui, costo dei terreni schizzati alle stelle in certe aree. Anche perché, una corrente applicativa della faccenda non minoritaria – e giustificata dalla pioggia di incentivi – vedeva le stalle e la zootecnia come una appendice di scarso significato, diciamo appena tollerata.

 

Mega impianti pensati e nati solo per essere alimentati con insilati ne abbiamo visti tutti.

 

Poi, col passare degli anni si è visto che tanto ottimismo, tanti soldi facili guadagnati sulla carta non erano poi così facili da intascare realmente.

 

Le siccità, l’aumento del costo per produrre biomassa, la difficoltà di approvvigionamenti costanti han fatto la loro parte e hanno messo in crisi più di un impianto, che, tra l’altro, non sempre si rivelava per tutti facile da pilotare come pensato.

 

Insomma, sembrava un sogno, ma per qualcuno è diventato un incubo.

 

Come sarebbe andata la storia se fin dall’inizio si fosse puntato solo su piccoli e piccolissimi impianti alimentati solo o quasi con deiezioni animali e sottoprodotti, in equilibrio con la stalla e il territorio, non lo sapremo mai.

 

Col passare degli anni la mira è stata raddrizzata, per fortuna, e anche la manovra finanziaria da poco licenziata va in questa direzione, prevedendo incentivi utilizzabili dalle aziende agricole per la costruzione di nuovi impianti biogas fino a 300 KW, e con alimentazione basata per l’80% su reflui e il 20% su colture da secondo raccolto.

 

Una finestra che si riapre.

 

 

8 impianto biogas 70 kw